Monitoraggio dei focolai epidemici attivi nel 2026: dati, cronologia e mappa aggiornati dalle fonti ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dei ministeri della salute nazionali.
Nessun caso confermato in Italia. Il 16 giugno 2026 il ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato che in Italia non c'e' emergenza sanitaria e che il monitoraggio prosegue. I casi sospetti gestiti nelle settimane precedenti non hanno dato esiti positivi.
Casi sospetti gestiti: Comasco (Ebola escluso), chirurga MSF allo Spallanzani (precauzionale), Cagliari (sospetto gestito con isolamento)
Fonte: Ministero della Salute e agenzie di stampa. Le informazioni hanno finalita' divulgativa; per indicazioni ufficiali fare riferimento al Ministero della Salute e alle autorita' sanitarie locali.
Panoramica dei focolai epidemici attualmente monitorati. Ogni scheda riporta i dati più recenti dalle fonti ufficiali.
Al 17 giugno 2026 si contano 896 casi confermati e 232 decessi in 31 zone sanitarie della RDC, oltre a 19 casi confermati e 2 decessi in Uganda. L'OMS avverte che l'epidemia continua a evolversi rapidamente, con crescita dei casi e ampliamento geografico. Le operazioni di contenimento restano ostacolate dall'insicurezza nelle aree colpite.
L'OMS ridimensiona i casi sospetti, scesi da oltre 900 a circa 116 ancora in attesa di conferma: molti dei sospetti precedenti erano in realta' altre patologie febbrili. Il monitoraggio si concentra ora sui casi confermati in laboratorio, che continuano a crescere.
Viene registrata la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia; Medici Senza Frontiere apre un centro di trattamento dedicato nell'area piu' colpita.
Il Ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, ora in isolamento all'ospedale di Cagliari. Il paziente, sintomatico, e' stato sottoposto al test per Ebola, analizzato dallo Spallanzani di Roma. Il Ministero ribadisce che il rischio Ebola in Italia resta "molto basso".
Il direttore generale dell'Africa CDC, Jean Kaseya, riferisce che al 30 maggio 2026 risultano 263 casi confermati di Ebola e 43 decessi confermati tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda, mentre i casi sospetti superano i 1.100.
Una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere, rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dopo un intervento d'urgenza su un bambino ritenuto caso sospetto, viene trasferita allo Spallanzani di Roma per 21 giorni di monitoraggio precauzionale. E' asintomatica e in buone condizioni. Nessun caso confermato in Italia.
Due cooperanti italiani rientrati dall'Uganda, residenti in provincia di Como, vengono ricoverati all'Ospedale Sacco di Milano per sintomi febbrili. L'assessore lombardo Bertolaso: "Probabile si tratti di malaria". Gli accertamenti escludono l'Ebola: i due risultano positivi ad altre infezioni (Shigella). Il Ministero della Salute ribadisce che il rischio in Italia resta "molto basso".
Al 24 maggio 2026 risultano segnalati 1.010 casi sospetti e confermati e almeno 231 decessi. Si ritiene probabile che il numero reale di infezioni superi considerevolmente i casi sospetti registrati.
I dati salgono a 968 casi sospetti e almeno 216 decessi. La Croce Rossa segnala che tre operatori deceduti tra il 5 e il 16 maggio avrebbero contratto il virus il 27 marzo durante operazioni di gestione di corpi a Mongbwalu.
Il Direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus comunica quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti, avvertendo che i numeri continueranno a crescere.
Il Direttore generale dell'OMS dichiara che l'epidemia costituisce un'emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale.
Il Ministero della Salute della RDC dichiara ufficialmente la 17a epidemia di Ebola. L'Uganda conferma un focolaio dopo un caso importato deceduto a Kampala.
L'Istituto nazionale di ricerca biomedica (INRB) di Kinshasa conferma il ceppo Bundibugyo. I test iniziali erano negativi perche cercavano solo il virus Zaire.
L'OMS viene allertata su un'epidemia ad alta mortalita di una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, provincia di Ituri.
Un operatore sanitario manifesta i sintomi nella provincia di Ituri e muore tre giorni dopo presso un centro medico a Bunia.
Il primo paziente spagnolo del focolaio MV Hondius ha superato la malattia ed e' stato dimesso. Non si registrano nuovi decessi dal 2 maggio. Il periodo di monitoraggio dei contatti, legato al lungo tempo di incubazione del virus, si avvia a conclusione intorno a meta' giugno: il focolaio appare in via di esaurimento.
La Spagna segnala un nuovo caso tra i passeggeri in quarantena, portando il totale a 13 contagi; i decessi restano tre (nessuno nuovo dal 2 maggio). Iniziata la distribuzione di favipiravir, antivirale sperimentale, in Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il direttore generale dell'OMS Tedros: "La situazione rimane stabile".
L'OMS conferma 12 casi e 3 decessi, nessun nuovo decesso dal 2 maggio. Oltre 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi.
L'OMS conferma un nuovo caso, un membro dell'equipaggio sbarcato a Tenerife e rimpatriato nei Paesi Bassi, in isolamento. Il totale sale a 12 casi e 3 decessi.
La nave arriva al porto di Rotterdam per la disinfezione e la quarantena dell'equipaggio. L'OMS mantiene la valutazione di rischio basso. Segnalati nuovi casi in Belgio e Canada.
All'11 maggio identificati nove casi (sette confermati Andes, due probabili) e tre decessi, con letalita del 33%. Il Ministero della Salute italiano diffonde una circolare alle Regioni.
Introdotte misure sanitarie a bordo per interrompere le catene di contagio. La quarantena per i contatti dura 42 giorni a partire dal 6 maggio.
L'OMS segnala un cluster di gravi malattie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius. A bordo si trovavano 147 persone.
Tutti gli eventi dei focolai monitorati, in ordine cronologico. Ogni voce è attribuita a una fonte verificabile.
Al 17 giugno 2026 si contano 896 casi confermati e 232 decessi in 31 zone sanitarie della RDC, oltre a 19 casi confermati e 2 decessi in Uganda. L'OMS avverte che l'epidemia continua a evolversi rapidamente, con crescita dei casi e ampliamento geografico. Le operazioni di contenimento restano ostacolate dall'insicurezza nelle aree colpite.
Il primo paziente spagnolo del focolaio MV Hondius ha superato la malattia ed e' stato dimesso. Non si registrano nuovi decessi dal 2 maggio. Il periodo di monitoraggio dei contatti, legato al lungo tempo di incubazione del virus, si avvia a conclusione intorno a meta' giugno: il focolaio appare in via di esaurimento.
L'OMS ridimensiona i casi sospetti, scesi da oltre 900 a circa 116 ancora in attesa di conferma: molti dei sospetti precedenti erano in realta' altre patologie febbrili. Il monitoraggio si concentra ora sui casi confermati in laboratorio, che continuano a crescere.
Viene registrata la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia; Medici Senza Frontiere apre un centro di trattamento dedicato nell'area piu' colpita.
Il Ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, ora in isolamento all'ospedale di Cagliari. Il paziente, sintomatico, e' stato sottoposto al test per Ebola, analizzato dallo Spallanzani di Roma. Il Ministero ribadisce che il rischio Ebola in Italia resta "molto basso".
Il direttore generale dell'Africa CDC, Jean Kaseya, riferisce che al 30 maggio 2026 risultano 263 casi confermati di Ebola e 43 decessi confermati tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda, mentre i casi sospetti superano i 1.100.
La Spagna segnala un nuovo caso tra i passeggeri in quarantena, portando il totale a 13 contagi; i decessi restano tre (nessuno nuovo dal 2 maggio). Iniziata la distribuzione di favipiravir, antivirale sperimentale, in Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il direttore generale dell'OMS Tedros: "La situazione rimane stabile".
Una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere, rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dopo un intervento d'urgenza su un bambino ritenuto caso sospetto, viene trasferita allo Spallanzani di Roma per 21 giorni di monitoraggio precauzionale. E' asintomatica e in buone condizioni. Nessun caso confermato in Italia.
Due cooperanti italiani rientrati dall'Uganda, residenti in provincia di Como, vengono ricoverati all'Ospedale Sacco di Milano per sintomi febbrili. L'assessore lombardo Bertolaso: "Probabile si tratti di malaria". Gli accertamenti escludono l'Ebola: i due risultano positivi ad altre infezioni (Shigella). Il Ministero della Salute ribadisce che il rischio in Italia resta "molto basso".
Al 24 maggio 2026 risultano segnalati 1.010 casi sospetti e confermati e almeno 231 decessi. Si ritiene probabile che il numero reale di infezioni superi considerevolmente i casi sospetti registrati.
L'OMS conferma 12 casi e 3 decessi, nessun nuovo decesso dal 2 maggio. Oltre 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi.
I dati salgono a 968 casi sospetti e almeno 216 decessi. La Croce Rossa segnala che tre operatori deceduti tra il 5 e il 16 maggio avrebbero contratto il virus il 27 marzo durante operazioni di gestione di corpi a Mongbwalu.
L'OMS conferma un nuovo caso, un membro dell'equipaggio sbarcato a Tenerife e rimpatriato nei Paesi Bassi, in isolamento. Il totale sale a 12 casi e 3 decessi.
Il Direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus comunica quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti, avvertendo che i numeri continueranno a crescere.
La nave arriva al porto di Rotterdam per la disinfezione e la quarantena dell'equipaggio. L'OMS mantiene la valutazione di rischio basso. Segnalati nuovi casi in Belgio e Canada.
Il Direttore generale dell'OMS dichiara che l'epidemia costituisce un'emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale.
Il Ministero della Salute della RDC dichiara ufficialmente la 17a epidemia di Ebola. L'Uganda conferma un focolaio dopo un caso importato deceduto a Kampala.
L'Istituto nazionale di ricerca biomedica (INRB) di Kinshasa conferma il ceppo Bundibugyo. I test iniziali erano negativi perche cercavano solo il virus Zaire.
All'11 maggio identificati nove casi (sette confermati Andes, due probabili) e tre decessi, con letalita del 33%. Il Ministero della Salute italiano diffonde una circolare alle Regioni.
Introdotte misure sanitarie a bordo per interrompere le catene di contagio. La quarantena per i contatti dura 42 giorni a partire dal 6 maggio.
L'OMS viene allertata su un'epidemia ad alta mortalita di una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, provincia di Ituri.
L'OMS segnala un cluster di gravi malattie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius. A bordo si trovavano 147 persone.
Un operatore sanitario manifesta i sintomi nella provincia di Ituri e muore tre giorni dopo presso un centro medico a Bunia.
Distribuzione geografica dei focolai e dei casi importati. I punti rossi indicano gli epicentri, gli arancioni i casi importati, i grigi le aree in monitoraggio.
Ultime notizie dalle principali testate, aggiornate automaticamente.